"Un po' di scienza allontana da Dio

ma molta riconduce a Lui".

Louis Pasteur

  

ESISTENZA DI DIO

 

Il matematico Jacopo Riccati (1676 - 1754), il cui nome è legato  allo studio delle equazioni differenziali, dedicò gli  ultimi anni della vita ad un'opera "Saggio intorno al sistema  dell'universo",  nel quale tratta molti argomenti di filosofia  naturale. Argomentando a lungo dell'esistenza di Dio, scrive, in un  punto, quanto segue:

    "Bisogna concedere, vogliasi o non vogliasi, che ci sia stato un Ente 'ab eterno', e resta ad investigarsi se la materia fornita de' suoi essenziali attributi possa arrogarsi la  trascendente prerogativa d'aver dato a sè stessa l'essere, ed un essere assoluto,  indipendente e senza origine e principio. E’un’insanabile contraddizione l'addossare alla materia un privilegio che sente del divino.

 

Quando si dice Dio, altro  non  s'intende se non una coscienza trascendente,  in  cui l'essere, l'esistere e il saper d'essere sono un atto medesimo ed indivisibile.  Mi si dica che cosa sia più ragionevole, o che la coscienza siasi estratta dal povero grembo della materia,  oppure che la materia sia scaturita dal fonte inesausto della divina libera Onnipotenza.

   

Stringo l'argomento. Per una parte non ci ha dubbio,  che ci sia stata qualche cosa da tutta l'eternità, e per l'altra è certo del pari che questa entità dev'essere eminentemente somma, infinita ed unica, la quale altronde che da sè stessa non può riconoscere la sua essenza e la sua esistenza.  C'è dunque "ab eterno" una sostanza trascendente ed indivisibile che è debitrice soltanto a sè medesima.

 

E tale è l'idea sincera e purissima di Dio Onnipotente ".

                                                 

RICCATI  JACOPO

"Opere", Lucca 1762, Tomo I. p. 383 s.