Esistenza di Dio  

 

IL "BIG BANG".    E PRIMA ?

               

                                Cosmologia o Cosmoteologia ?

 

Che cosa è successo all'inizio dei tempi e che ha dato vita a tutto  quello che esiste oggi?    Quale immane forza e quale supremo disegno ha dotato l'universo delle forme che oggi riveste?

 

Per avere una ragionevole risposta dobbiamo risalire il più lontano possibile, all'origine stessa dell'universo.    Ma quanto è lontana nel tempo questa origine?    E come è possibile ricondurci a quel lontanissimo tempo passato?

   

La fisica moderna dice che l'universo è originato da una immane esplosione, chiamata "Big Bang", che ha provocato quell'espansione della materia che ancora osserviamo nelle galassie, costituite da centinaia di miliardi di stelle (soli) che si allontanano le une dalle altre sotto la spinta di quella esplosione originaria.    Il loro allontanamento risulta essere tanto più accentuato  quanto più lontane sono le galassie  rispetto alla nostra osservazione astronomica  (Legge di Hubble).

 

In realtà non si tratta solo di un allontanamento dovuto ad una diversa velocità di fuga delle galassie stesse ma, anche e principalmente, dall'espansione continua dello spazio cosmico.    In una parola, è lo stesso effetto che si nota in un palloncino di gomma sulla superficie del quale siano stati disegnati dei puntini.

 

Gonfiando il pallone si osserva che la dilatazione della gomma fa distanziare i puntini fra loro,  e più distanti essi sono disegnati fra loro  più sembrano allontanarsi, perchè più vasta fra loro è la superficie della gomma che si espande.    Ora, la domanda è: c'è stato veramente un "big bang" all'origine? Ci sono almeno tre principali indizi che ci permettono di pensare affermativamente.             

   

Il primo è l'età delle stelle. I dati ricavati dalla osservazione di quelle più antiche, indicano un'età che va dai dodici ai quindici miliardi di anni che corrisponderebbe alla durata dell'universo dalla sua presunta comparsa.

   

Il secondo argomento si fonda sull'analisi della luce emessa dalle galassie il cui spettro mostra che le righe spettrali  delle radiazioni emesse dal corpo luminoso in movimento di allontanamento si spostano verso lunghezze d'onda maggiori,  cioè verso la banda rossa (il fenomeno viene chiamato "red shift");  in sostanza avviene un "effetto Doppler" luminoso, simile all'effetto Doppler acustico che si verifica nel suono del fischio di un treno in velocità di allontanamento o avvicinamento rispetto all'osservatore.

 

In quest'ultimo caso è la frequenza dell'onda sonora che varia leggermente, a causa della velocità di allontanamento o avvicinamento della fonte sonora o dell'osservatore, mentre nel red schift luminoso non si produce alcuna variazione di velocità della luce, essendo essa costante indipendentemente dal movimento della fonte,  ma solo uno spostamento delle righe spettrali verso la banda rossa. 

 

Ciò mostra inequivocabilmente che gli oggetti galattici si allontanano gli uni dagli altri con velocità tanto più elevata quanto più sono distanti.    Questo fatto ci suggerisce  che un tempo le galassie erano raggruppate in una unica regione dello spazio,  all'incirca fra i quindici e i venti miliardi di anni fa.

   

Il terzo fenomeno è quello più decisivo.    Nel 1965 è stata messa in evidenza l'esistenza, in tutte le direzioni dell'universo, (isotropia) di una radiazione a bassissima intensità, a tre gradi Kelvin precisamente a tre gradi sopra lo zero assoluto, che corrisponde alla temperatura di meno 273 gradi Centigradi.    Questa radiazione uniforme è ciò che rimane dell'enorme torrente di calore e di luce dei primi istanti dell'universo.    Anche in questo caso le indagini matematiche confermano che l'origine avvenne quindici miliardi di anni orsono.    Non si può fare a meno di provare una vertigine di irrealtà di fronte a cifre simili.

  

Tramite questo viaggio ai confini della fisica, reso possibile dall'indagine matematica moderna con l'apporto cioè delle nuove cognizioni che vengono dalla teoria della relatività e dalla teoria quantistica, ci fa intravedere un alone invisibile di ordine superiore che sta all'origine di tutto.

   

Quello che è straordinario è che, al primissimo istante della Creazione, in quell'universo dalle altissime energie, in cui non esistevano ancora interazioni differenziate, vi sarebbe stata una "simmetria perfetta".

    

Il più importante messaggio della fisica teorica  degli ultimi trent'anni, riguarda il fatto che essa ha saputo portare alla luce la "perfezione" che è all'origine dell'universo: un oceano di energia infinita.    Il che ci porta ad una riflessione: non bisogna forse leggere, in questi fenomeni, una interpretazione scientifica dell'eternità divina?     "Come vedendo Colui che è invisibile"? 

(Ebrei 11:27).

 

Un Dio che non ha avuto inizio e che non vedrà la fine non è necessariamente al di fuori del tempo, "è il tempo stesso", quantificabile e infinito insieme, in cui un solo secondo contiene l'eternità intera.    Credo proprio che un essere trascendente acceda a una dimensione assoluta e insieme relativa del tempo e questa, secondo me, sarebbe una condizione indispensabile alla creazione.

   

In  realtà i fisici non hanno la minima idea di che cosa potrebbe  spiegare la comparsa dell'universo dal "nulla".    Matematicamente sono in grado di risalire fino a 10 alla 43° potenza secondi dall'inizio, non oltre.    Cioè, un tempo pari a 0 secondi virgola, seguito da quarantadue zeri, e 1, (corrispondente alla frazione di  un miliardesimo, di miliardesimo, di miliardesimo, di miliardesimo  di un milione di secondo),  oltre il quale la gravità erige una barriera  che nessuna ricerca può valicare: è il cosiddeto "muro di Planck", al di là di questo muro o confine è il mistero più totale.

 

Nessuno potrà mai dare una sbirciatina "dietro questo angolo", al di là di questo "orizzonte degli eventi".    Credo proprio che si tratti di passare, se fosse possibile, nella dimensione spirituale, divina.

 

Dietro questo "muro" o "tempo" si nasconde ancora una realtà inimmaginabile un segreto, "una luce inaccessibile... che nessun uomo potrà mai vedere e vivere" (1 Timoteo 6:16).

   

Si racconta di un fisico le cui ricerche avevano permesso di risalire  fino all'era di Planck e di tentare di gettare un'occhiata furtiva  dall'altra parte del muro.    Non appena lo si incoraggiava a parlarne diceva, mormorando, di avere scorto,  mediante l'indagine matematica,  una realtà tale da dare vertigine: la stessa struttura dello spazio era sprofondata in un cono gravitazionale talmente intenso che il tempo ricadeva dall'avvenire al passato per poi scoppiare, in fondo al cono,  in una miriade di istanti uguali all'eternità.    Era come se parlasse di un'allucinazione dalla quale non si era più ripreso.

 

Ma da dove viene allora quella colossale quantità di pura e simmetrica energia che è all'origine del big bang?    Sospetto che quello che si nasconde dietro il muro di Planck  sia una forma di energia sconosciuta di una durata infinita.    Un Tempo Totale, inesauribile, un tempo assoluto, che non passa, e un oceano di  pura e simmetrica energia illimitata,  ove tutte le leggi della fisica  perdono terreno davanti al mistero assoluto di Dio Creatore.

 

E' il regno della Totalità atemporale, dell'integrità perfetta, della simmetria assoluta, della totale armonia: solo il Principio Originario esiste in una dimensione a noi sconosciuta, potenza infinita, illimitata, senza inizio nè fine. Questa forza allucinante di Potenza, di Armonia e di Perfezione è sufficiente a sè stessa.

In un istante fantastico il Creatore, cosciente di essere "Colui che E' nella Totalità", decide di creare, nella sua Sapienza, come uno specchio alla propria esistenza: lo spazio-tempo-energia, il nostro universo.

   

E ciò che i fisici designano col nome di "simmetria perfetta"  ha per me un altro nome: enigmatico, infinitamente misterioso, onnipotente, originario, creatore, perfetto, di sapienza  assoluta.

   

Qualsiasi nome è inadeguato per designare l'Essere senza somigliante, il Totalmente Altro, l'Unico, o per dirla con il teologo ebreo Maimonide : "Unico di una unica unicità".

                       

  Ettore Giraldi

 

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