| |
Lettura
e studio della Bibbia
E'
ben noto che, da sempre, le chiese evangeliche hanno posto
grande impegno nella traduzione della Bibbia nelle lingue
moderne e nella diffusione del
Sacro
Libro fra i fedeli, nonchè come strumento primario di
evangelizzazione nei
confronti dei non credenti.
Le
"Società Bibliche", sorte in terreno protestante,
hanno stampato e diffuso centinaia di milioni di copie della
Bibbia o del
Nuovo Testamento, o porzioni di esso.
Oggi
la situazione si è notevolmente modificata, perchè anche la
chiesa Cattolica ha intrapreso sforzi notevoli per diffondere il
testo biblico fra i propri membri, e inoltre molte edizioni in
varie lingue sono "interconfessionali", cioè
curate da più confessioni religiose in collaborazione fra loro.
Chiediamoci
ora qual'è il risultato di tale diffusione della Bibbia.
Vediamo
cioè se la fede e il pensiero e le azioni di coloro che hanno
ricevuto e possiedono questo libro sono determinate da quello
che questo libro dice. Non è
certo
facile dare una risposta a questa domanda ma, almeno a prima
vista, non
sembra che coloro che hanno letto o studiato la Bibbia pensino e
vivano in maniera
chiaramente diversa da coloro che questo libro non hanno mai
conosciuto.
Le
chiese di cui fanno parte conoscono più o meno gli stessi
problemi di altre forme
associative del mondo, per non dire a volte ancor più gravi e
radicali. I
cristiani sono inseriti nella vita sociale, famigliare,
professionale, in
modo non dissimile da quello degli altri. La loro posizione di
fronte ai problemi del mondo - l'etica personale, la violenza,
l'energia, la scienza, ecc. -
non
sembra differenziarsi sostanzialmente da quella dei non
cristiani od anche se ne
differenzia, è per motivi di cultura e di tradizione, ma non di
fede.
Allora,
si capisce facilmente che gli appelli alla lettura ed allo
studio della
Bibbia lanciati dalle chiese cristiane, restino inascoltati.
La
gente cui questi appelli sono rivolti si chiede: se questa
Bibbia non ha alcuna
importanza e non ha trasformato la vita di coloro che l'hanno
letta o la studiano,
perchè dovrei mettermi a leggerla io? Nessuno è contento di
fare cose inutili,
di perdere il tempo per ciò che non ha alcuna conseguenza
(anche se la nostra
vita è già piena di cose inutili e assurde: ma l'importante è
far finta di
non accorgesene).
Cerchiamo
di trarre qualche conseguenza da quanto detto.
Come
mai è successo che la lettura e lo studio della Bibbia non
sempre ha trasformato il pensiero e la
vita
dei credenti?
Eppure
tutti noi conosciamo e possiamo citare esempi, in cui
la Bibbia ha trasformato
delle generazioni di credenti, e li ha resi capaci di
sacrifici anche estremamente
seri. Basti pensare ai tempi di persecuzione per
motivi
di fede, nel passato lontano o vicino e anche nel presente.
Tipi
di lettura o studio della Bibbia
Il
motivo può essere identificato nel "modo in cui viene
letta
la
Bibbia". Cerchiamo
di identificare alcuni tipi di lettura che hanno prodotto
questa
situazione.
La
lettura pia:
C'è
chi legge la Bibbia come una buona opera. Non è importante
capire quello che essa dice, afferrare il suo messaggio; basta
dedicare del
tempo alla sua lettura, come una specie di breviario o di
rosario. E' evidente che questo tipo di lettura non trasforma la
persona.
La
lettura fondamentalista:
E'
fatta per sapere quello che Dio ha detto e fatto.
Una lettura acritica di parole, versetti, libri il cui
significato si esprime e si esaurisce nelle singole parole
stampate, che diventano delle massime, dei princìpi.
E'
una lettura completamente staccata dalla storia e
che non può
afferrare il senso della storia della salvezza, quindi si
preclude la comprensione del vero significato della
testimonianza biblica. E'
una lettura che non
regge al confronto con i problemi dell'uomo e della società e
che può facilmente portare al rifiuto del Dio di quella Bibbia.
La
lettura intellettuale:
E'
quella che cerca nella Bibbia delle informazioni storiche,
etniche, teologiche o anche esoteriche. E' una lettura
disimpegnata, che non permette al testo letto di entrare in
rapporto con il lettore e di costringerlo a prendere
posizione. E' la tipica lettura "borghese"
e
intellettualistica, superficiale e scettica, che pretende di
mettere la Bibbia al servizio dell'uomo, lasciando a questi la
sua autonomia di "libero pensatore".
Questa lettura
non nutre la fede, se fede c'è. Soddisfa solo la curiosità, il
desiderio di scoprire "misteri" nascosti nelle pieghe
del libro.
La
lettura etica:
Quella
cioè che cerca nella Bibbia delle indicazioni precise per
determinate situazioni. Essa risponde alla domanda:
Che
farebbe
Gesù in questa situazione? Che vuole Dio che io faccia?
Naturalmente, la
Bibbia è una miniera di risposte a ogni domanda, magari tirando
un po' per i capelli
i testi biblici. Ed è naturale che il lettore, fra tutti questi
testi cerchi
quelli che forniscono una risposta quale egli si attende, cioè
che corrisponde alla propria idea. Allora la sua idea diventa
quella certamente giusta perchè
sostenuta dalla Bibbia e in nome di questa idea si può anche
combattere contro
un altro uomo che la pensa in modo diverso.
La
lettura consolatoria:
E'
quella che cerca nella Bibbia delle parole che
aiutano
a sopportare le prove e le sventure. Ci sono addirittura dei
prontuari nei
quali, per ogni determinata forma di sofferenza, sono indicati
corrispondenti testi biblici.
Vorrei
precisare che tutti questi modi di leggere la Bibbia hanno un
aspetto di verità. La lettura della Bibbia rappresenta un
momento di adorazione del
Signore,
ci indica la sua volontà per noi, ci fornisce delle nozioni
sulla storia d'Israele in cui la storia della salvezza si è
inserita e ci dà delle precise indicazioni di
comportamento (basti
pensare al sermone del monte).
Come
va letta, anzi meglio, studiata, la Bibbia, affinchè
manifesti tutta la sua
efficacia nella nostra vita e nella vita delle nostre chiese o
comunità?
Direi
che la Bibbia va letta per partecipare personalmente alla
meravigliosa avventura della scoperta di Dio come Creatore e
Signore, del suo amore, del suo perdono.
L'Antico
Testamento, con la storia del popolo d'Israele, è l'annuncio che
questa scoperta è possibile perchè Dio stesso la propone, e
questa proposta assume
la forma di una storia, la storia di un popolo di nomadi semiti.
Il
Nuovo Testamento, al centro del quale la persona di Gesù di
Nazareth rappresenta la testimonianza dell'atto con cui Dio
porta a compimento questa promessa: la morte e risurrezione di
Gesù Cristo sono i momenti decisivi di questa
azione,
nella quale Dio ha voluto coinvolgere anche un certo numero di
persone, gli
apostoli, i testimoni, coloro che sono stati guariti da Gesù,
quelli ai quali Gesù ha annunciato il perdono, quelli ai quali
è stata annunciata la Sua missione
come al governatore romano Ponzio Pilato, fino al centurione
Cornelio.
Ecco,
leggere e studiare la Bibbia significa unirsi a questa schiera
di testimoni, partecipare alle loro perplessità e ai loro
dubbi, alle loro speranze
e
al loro entusiasmo, per giungere alla stessa loro
convinzione: "Tu
sei il Cristo, il Figlio di Dio".
A
partire da questa gioiosa certezza, l'evangelo diventa il
fattore centrale della
nostra vita, che ci consente di agire, di pensare, di
comprendere la realtà che ci circonda avendo come punto di
riferimento costante l'amore di Dio.
Questo
è, in fin dei conti, quello che la Bibbia vuole dirci.
Ma
occorre sopratutto entrare realmente, con tutto il nostro essere
in "comunione"
con
Gesù, per beneficiare del Suo amorevole aiuto mediante "lo
Spirito di verità che vi
guiderà in ogni verità", (Giovanni 16:7-15)
senza
il quale qualsiasi tipo di
lettura o di studio della Bibbia non porta alla comprensione del
suo messaggio, non porta alla "verità" di Dio, anche
se il grado di istruzione del lettore
o dello studente (o del docente) è di formazione universitaria
o teologica.
Ettore Giraldi
Top
|