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Perchè commemoriamo
l'ultima cena del Signore Gesù?
Perchè è un Suo preciso
comandamento: Egli disse quella sera: "Fate questo
in memoria di me" Luca
22:19.
Quaranta giorni dopo la
Sua risurrezione, prima di ascendere al cielo dal Monte
degli Ulivi, Egli disse ancora: "Fate discepoli,
battezzandoli e insegnando loro tutte le cose che vi ho
commandate"
Matteo 28:19, 20.
Quando deve essere
fatta questa commemorazione?
Principalmente quando giunge il tempo in cui Egli stesso
isituì quella "Cena" assieme ai suoi undici apostoli.
Ho detto principalmente perchè scrupolosamente
esamineremo a suo tempo se tale commemorazione si può
fare anche altre volte durante il corso dell'anno.
Dall'esame delle Scritture
ci è apparso evidente che quel tempo giunse nel giorno
corrispondente al 14° giorno del mese ebraico di
Nisan, così come vuol l'originale legge mosaica
relativa alla "immolazione" dell'agnello sacrificale
tipico. Es. 12:6.
Ma anche per questo
aspetto della data relativa alla "Cena" del Signore,
sarà nostra cura fare un ulteriore approfondimento
affinchè non vi siano dubbi e la Chiesa giunga ad "un
pari consentimento", non per la forma
ma nella sostanza.
Quali sono gli emblemi
usati da Gesù per illustrare lo scopo di tale "speciale"
cena? Il pane e vino: i due alimenti
che illustrano efficacemente il "corpo" dell'agnello di
Dio ed il suo"sangue" o vita, come l'ombra, o tipo,
dell'originale Pasqua indicava profeticamente.
In quanto al vino non vi
sono obiezioni. Ma è sul pane che si sono
presentate delle perplessità. La tradizione
lo vuole "azzimo", cioè senza lievito,
proprio come ancor oggi gli ebrei lo usano, e chiamano
"matzos". Naturalmente anche
molte chiese cristiane usano l'azzima per tale
cerimonia, e la Chiesa cattolica la usa in forma di
ostia.
Il fondamento per tale
scelta è data dal fatto che così è comandato da Mosè
nell'originale istituzione pasquale, ma sopratutto dalla
dichiarazione paolina esposta nella
1 Corinti 5:6-8, in cui la
"malizia" è paragonata a lievito.
Anche Gesù usa la figura
del lievito per mettere in guardia i suo discepoli dalle
dottrine dei farisei Matteo16:6,12.
Da ciò la diffusa credenza che il lievito sia sinonimo
di malizia, di peccato. In realtà se ben
riflettiamo su quanto Paolo e Gesù dicono, non
è il lievito che è condannato,
ma è la malizia e le false dottrine
farisaiche, che operano negli uomini un effetto
di fermentazione, simile alla spontanea e naturale
moltiplicazione della micoflora del lievito.
D'altra parte, nell'originale
disposizione mosaica per la Pasqua, il
lievito non è usato perchè a motivo
della fretta di fuggire dall'Egitto oppressore,
non vi era tempo per attendere alla
spontanea fermentazione della pasta. Non
viene indicato altro motivo negativo. Per
convincersi basterebbe citare ciò che ancora Gesù stesso
dice del lievito, come riportato da
Matteo 13:33
"Egli disse loro un altra parabola: "Il regno dei
cieli è simile al lievito, che una donna prende ed
impasta con tre misure di farina finchè tutta la pasta
sia lievitata" anche
Luca 13:20,21
Considerando questa
scrittura, si può ancora pensare che il lievito sia
esclusivamente simbolo di peccato? Se lo
fosse, il regno dei cieli sarebbe simile al peccato!
Non sia mai. E' vero che nelle scritture
dell'antico Testamento è ripetutamente comandato, in
certe occasioni, di offrire a Dio offerte farinacee
azzime e di mangiare pane assolutamente azzimo.
Ma è anche vero che in una speciale occasione, e
soltanto in quella, l'ispirata parola dice: "Dal
giorno dopo il sabato (annuale), cioè dal giorno che
avete portato il covone dell'offerta agitata, conterete
sette sabati interi. Conterete cinquanta giorni
fino al giorno dopo il settimo sabato, quindi offrirete
all'Eterno una nuova oblazione di cibo.
Porterete dalle vostra abitazioni due pani per
un'offerta agitata di due decimi di efa di fior di
farina; essi saranno cotti con del lievito, quali
primizie offerte all'eterno".
Levitico 23:15-17
La perfetta osservanza
della Legge deve compiersi non solo
nella forma o modo, ma anche nel tempo
stabilito. Perchè cinquanta giorni
dopo il sabato annuale della festa degli azzimi e
corrispondente al giorno 6 del mese ebraico di Sivan?
Perchè in quel giorno Mosè
ricevette sul monte sacro del Sinai, la Torà,
cioè la Legge, i cui dieci comandamenti fondamentali
furono scritti sulle due tavole di pietra.
Quel giorno perciò, fu chiamato Shavuot
che significa "settimane", e dal greco
Pentecoste o cinquanta giorni.
Ma come mai, solo in
quel giorno il pane offerto doveva essere lievitato?
Perchè il lievito ha il potere di fare
fermentare l'intera massa in cui è immesso; la fa
diventare spumosa, leggera, più digeribile e più
gradevole per l'alimentazione umana.
Così lo "Spirito" della Legge avrebbe
dovuto agire sull'intero popolo di Israele, produrre una
trasformazione interiore, renderlo spirituale, gradevole
e accettabile agli altri popoli gentili come popolo
della scrittura di Dio, come popolo scelto per la
"benedizione di tutte le famiglie della terra",
secondo la benedizione Abramica. In questi
popoli avrebbe dovuto indurre, a sua volta, lievitazione
per l'effetto della buona e accettevole guida divina.
Genesi 12:2, 3
Ma Israele ha dimostrato
di non lievitare spiritualmente, perchè ha osservato la
Legge solo alla lettera. Israele è rimasto
un popolo "azzimo", secco, indurito, di collo duro, per
cui la Legge di Dio, non essendo stata accettata né
compreso nello "spirito", non ha prodotto l'effetto
della benedizione abramica, che è rimasta "ombra" di
futuri beni. Ebrei10:1
Per questa sua fede azzima, al popolo ebreo fu impedito
di riconoscere ed accettare il Messia.
Prova della superficialità
della fede dell'antico Israele, il sublime "sermone del
monte" di Gesù "Voi avete udito che fu detto
agli antichi: Non uccidere, e chiunque ucciderà, sarà
sottoposto al giudizio; ma io vi dico: Chiunque si adira
contro suo fratello senza motivo sarà sottoposto al
sinedrio; e chi gli avrà detto 'stolto', sarà sottoposto
al fuoco della 'Geenna' ".
Matteo 5:21, 22
La vita di Gesù fu
completamente diversa da quella del popolo in generale
al quale apparteneva. Certamente Gesù nacque sotto
la Legge, fu circonciso ed educato nella Legge, e
pertanto era tenuto alla sua osservanza. Ed
egli osservò in maniera perfetta o completa tanto da
portarla a compimento. Potè farlo, perchè
egli osservò tutti precetti, comandamenti, leggi e
prescrizioni della Legge animato dallo "spirito"
di
quella divina Legge. "Spirito"
che, simile a lievito, fece di Lui
l'impareggiabile Maestro.
Matteo 5:17-20
Egli, infatti, dichiarò di
essere il "pane disceso dal cielo"
spiegando che tale "pane" era la sua carne, il suo
"corpo" che sarebbe stato offerto quale "Agnello di Dio
che toglie il peccato del mondo", in olocausto alla
giustizia divina. Immacolato, senza peccato
nè difetto, ma non "pane azzimo"
, anzi "pane
lievitato" dallo spirito di consacrazione, dallo
spirito del regno e tale da avere il potere di fare
lievitare a sua volta la "farina" con la quale sarebbe
venuto a contatto. Giovanni
6:41, 51
Dio, infatti, nella Sua
prescienza, aveva previsto tale situazione, e provvide
affinchè il "lievito" figurativo fosse
messo a disposizione del popolo: "Ecco, vengono i
giorni che io concluderò con la casa d'Israele e con la
casa di Giuda un nuovo patto, non come un patto che feci
con loro, nel giorno che li presi per mano per
condurli fuori dal paese d'Egitto, perchè essi non sono
rimasti fedeli al mio patto, ed io ho rigettati dice il
Signore. Questo dunque sarà il patto che
farò con la casa d'Israele dopo quei giorni, dice il
Signore io porrò le mie leggi nella loro mente e le
scriverò nei loro cuori, e sarò il loro Dio, ed essi
saranno il mio popolo"
Ebrei 8:8-10
La prima misura di
farina, delle tre misure di cui al capitolo
13 di Luca, versetto
20,21, fu scelta o
tratta dal suo popolo che, come "pecore perdute della
casa (ovile) d'Israele" ricevettero la buona notizia del
"regno dei cieli", che come lievito nelle loro menti e
nei loro cuori, li indusse a seguirlo. E con
essi per primi, il Signore fece il Patto del Regno, e
pochi giorni dopo, proprio alla festa di Pentecoste,
ricevettero lo Spirito Santo promessa che,
come nuovo lievito, produsse un radicale
cambiamento nelle loro menti e nei loro cuori, essendo
essi divenuti parte del "corpo" di Cristo, con la Sua
mente ed il Suo Spirito di consacrazione.
Atti 2;
1 Corinti 10:16,17
Ma la prima misura
di farina risultò essere soltanto "un piccolo
gregge". Ad esse, dunque, si
aggiunse tre anni e mezzo dopo, la secondo misura
di farina tratta dai Gentili, "altre pecore",
ed essi pure ricevettero lo Spirito Santo, e
fermentarono con lo spirito del Regno tanto che, assieme
alla prima misura, furono invitati a fare discepoli fra
tutti i popoli, producendo quindi, per figurativa
lievitazione, quella "grande folla"
descritta in Apocalisse 7:9-17
Queste prime due
misure di "farina simbolica", nelle quali era
stato immesso il lievito del regno, erano state
prefigurate proprio dai due pani fermentati
offerti al tempo della promulgazione della Legge al
Sinai. Ed esse furono chiamate
"primizie", significando che sarebbero state
seguite da raccolto vero e proprio.

La partecipazione agli
"emblemi" del pane e del vino
alla Cena del Signore, è riservata a coloro i
quali hanno consacrata la loro vita, battezzandosi
nello spirito di Cristo e nella sua morte,
le "primizie" del regno dei cieli, ai
quali è riservata la promessa risurrezione spirituale al
ritorno del loro Messia. Con tale
partecipazione essi rinnovano, in questa occasione, la
loro consacrazione e fedeltà al loro Signore,
riconoscendosi membri dello stesso "corpo di
Cristo", e quindi in intima comunione con Gesù e
con tutti coloro che formano tale corpo.
Nell'attesa che il Signore
"venga presto" per accogliere preso di sè
i suoi fratelli "eletti", istituendo il Regno di Dio
affinchè sia fatta la volontà del Padre anche in terra
come già nei cieli, invochiamo le benedizioni celesti su
tutti i presenti e su tutti i confratelli che, come noi,
osservano e ricordano l'ultima "Cena" del
Signore Gesù prima che egli offrisse
la sua perfetta vita sulla croce per dare a noi
e a tutto il genere umano da Adamo in poi,
la sola, unica e meravigliosa opportunità di vita
eterna.
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